INFO:

Dictionnaire des littératures de langue française.
(Editions Bordas.)

ARRABAL Fernando (né en 1932). Ecrivain d'origine espagnole, né à Melilla, il vit à Paris depuis 1955. " Le théâtre, a écrit Arrabal. est surtout une cérémonie, une fête, qui tient du sacrilège et du sacré, de l'érotisme et du mysticisme, de la mise à mort et de l'exaltation de la vie. " Tout la théâtre d'Arrabal est dans cette formule. Un théâtre fou, brutal, clinquant, joyeusement provocateur. Un potlatch dramaturgique où la carcasse de nos sociétés " avancées " se trouve carbonisée sur la rampe festive d'une révolution permanente. Car, s'il écrit en français, Arrabal a passé son enfance en Espagne, et il a grandi en même temps que la dictature militaire : il a été témoin de la destruction des libertés, de la répression policière, de la corruption des armées et de l'Eglise, de la misère du peuple. Sans avoir cela à l'esprit on ne pourrait comprendre son úuvre. Pour Arrabal, l'Occident est en déclin, et il s'agit d'en précipiter la décomposition en accélérant celleci sur la scène, d'en souligner les contradictions dans un immense éclat de rire. Bien sûr, il n'est pas le premier à faire un tel diagnostic; il hérite de la lucidité d'un Kafka et de l'humour d'un Jarry; il s'apparente, dans sa violence, à Sade ou à Artaud. Mais il est sans doute le seul à avoir poussé la dérision aussi loin. Sous la chaux vive de son cynisme guignolesque, le monde familier s'effrite comme un décor de carton-pâte. Le rire devient alors un rituel d'évasion, une catharsis capable de déjouer la peur qui hanta l'enfance du dramaturge. Il y a là une énergie cannibale, un hédonisme de la confusion qu'Arrabal appelle volontiers le " panique ", tout à la fois un happening et un opera mundi, une tragédie et une farce, un mélange de répugnant et de sublime, de mauvais goût et de raffinement, de vulgarité et de poésie... C'est ce sens du paradoxe qui fait l'originalité d'Arrabal : le réel ici est toujours magique, et le rêve s'escamote sans cesse dans le sordide.
On pourrait donc, après Artaud, parler d'un théâtre de la cruauté, parce que tout y bascule en son contraire. L'amour, par exemple, de Fando et Lis (1955) à Bestialité érotique (1968), est ici toujours lié à la mort, à l'infirmité, à la violence sadomasochiste, à la destruction de l'autre. Ainsi, dans une pièce comme Le Grand Cérémonial (1963), on assiste aux manies expiatoires d'un Casanova hideux qui sacrifie des proies sans défense : chez Arrabal, la femme est souvent à la fois une victime innocente et une putain, telle Mita dans Le Tricycle (1953). De même, dans Le Jardin des délices (1967), l'amour de l'homme et de l'animal (un gorille monstrueux) s'orchestre selon les pulsions d'un érotisme bestial qui semble sortir de l'enfer de Jérôme Bosch... L'imagination d'Arrabal suscite alors des délires baroques et surréalistes qui sentent parfois la surcharge, même s'ils sont traversés de splendides bouffées lyriques.
Quant aux personnages de ce théâtre, ils sont constamment déracinés, étrangers, décalés de leur propre destin; les deux petits vieux de Guernica (1959), par exemple, passent à côté du massacre comme si cela ne les concernait pas... Sans âge, sans identité véritable, souvent dans la mécanique d'une fiction qu'ils ne peuvent maîtriser. En eux, on retrouve parfois Don Quichotte, mais un Don Quichotte noir, bourré de culpabilité, un pantin victime de la Loi, du Père, du Surmoi, de l'Ordre. Ce thème apparaît dans La Bicyclette du condamné (1959) et dans Le Labyrinthe (1967), ou encore dans L'Architecte et l'Empereur d'Assyrie (1966), une gesticulation inouïe où s'entredéchirent deux êtres condamnés l'un à l'autre comme dans un scénario à la Beckett. Mais parfois la plume d'Arrabal quitte le terrain de l'absurde pour des formes d'intervention nettement plus " engagées ", directement révolutionnaires : c'est le cas avec L'Aurore rouge et noire (1968), une pièce qui intègre quantité de moyens audiovisuels, ou avec Baal Babylone (1959), un roman obsessionnel où défile toute la cruauté de l'Espagne franquiste Arrabal en a tiré un film : Viva la muerte (1971).
Réalisme glacial ou onirisme débordant, on ne sait jamais avec Arrabal, si l'úuvre appartient au fantasme, au ricanement ou au témoignage. Et c'est justement ce qui fait son attrait : elle désoriente, elle provoque. Profondément politique et joyeusement ludique, révoltée et bohème, elle est le syndrome de notre siècle de barbelés et de goulags : une façon de se maintenir en sursis.

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PRESS:

INTERVIEW

Imprevedibile Arrabal, maestro della provocazione

Roberto Cossu



Hanno detto che e un modello di esagerazione. Candido, violento, fragile, esagitato. Di tutto e di piu, senza tregua. Di se ha detto: Se
fossi normale non sarei normale. Forse questi giochi verbali e concettuali hanno fatto il loro tempo, pero vale sempre la pena scambiare
qualche chiacchiera con Fernando Arrabal, protagonista degli "Incontri imprevedibili" all'Alkestis di Cagliari.
Perche? Perche nel teatro ha firmato Fando e Lis, I due carnefici e Il cimitero delle automobili, nel cinema Viva la muerte, Andra come un cavallo pazzo e L'albero di Guernica. Perche ha attraversato senza il minimo distacco la cultura di mezzo secolo. Perche nella Spagna franchista ha pagato conti politici reali e salati. E perche il personaggio e un'avventura vertiginosa. Anche un'intervista diventa un viaggio surreale.

Pardon, il termine e troppo generico. Per capirci, il risultato assomiglia ai dialoghi del film "Oltre il giardino" di Hal Ashby. Arrabal
"giardiniere" dell'assurdo? Apparentemente, ma con assoluta lucidita e molte verita. Meglio lasciarlo parlare, comunque. Avvertenza: se il
senso c'e per coglierlo bisogna vestire ogni tanto l'abito dell'enigmista. Intervista "imprevedibile", appunto.

Dove abita?

Sono sempre sul punto di cambiare. Da quasi mezzo secolo comunque abito a Parigi.

Che cosa le interessa ora?

Mi interesso delle vacche, dei giornalisti che vengono col revolver, che non chiedono il permesso di registrare, come le tigri del Bengala.

Sempre convinto che nulla e umano se non e confuso?

Direi l'inverso. Niente e confuso se non e umano. Sono proposizioni molto diverse. Ma di cosa stiamo parlando?

Di lei.

Semplice parlare di me. Basta leggere qualcosa.

Ancora appassionato di scacchi e matematica?

Appassionato? Frustrato, piuttosto.

Perche?

Perche no?

Ma lei e sempre sincero?

E una questione molto interessante da porre allo psichiatra.

Anarchico, ribelle, trasgressivo, egocentrico: c'e una definizione che puo diventare autodefinizione?

Sono studi che si fanno su di me, ma nessuno da una definizione precisa.

Arrabal cosa direbbe?

In breve? C'e la questione del latte condensato. Argomento molto studiato nel diciannovesimo secolo, interessante anche in rapporto
alla mia vita. Nella mia casa c'erano mandrie di pecore e di capre, in lotta fra loro. Una lotta che ha dato origine a una situazione chiamata divino psichiatrica. Cosi anche i miei familiari si sono consacrati ad avventure spirituali e sono diventati guerrieri. Da qui il passaggio al latte condensato, cio e alla fotocopia attraverso la clonazione. Il mondo della felicita, un mondo nel quale gli uomini non possono piu esistere, un mondo femminile che sara abitato dalla bonta, dalla generosita e dal turismo.

Il suo giudizio sulla Spagna contemporanea?

Mi interessa molto la metafisica e cio che e al limite della metafisica, cio e la geografia. Se capisco bene la Spagna, ha dei confini geografici, che assomigliano molto a quelli della Lituania. La Spagna confina a nord con i Pirenei, il mar cantabrico, la Francia e Andorra. A sud ci sono il Portogallo, il Mediterraneo, lo stretto di Gibilterra e l'Atlantico. A est il Mediterraneo e a Ovest la malinconia.
Io ho una malattia: non posso parlare delle cose se non le ho analizzate.

Una volta Arrabal era il principe dell'avanguardia: si sente superato?

Questione interessante. Avanguardia e un termine molto guerriero. Poeti come Rimbaud e Baudelaire erano sempre contro questa parola. L'Avanguardia si opponeva all'Accademia, ma oggi il binomio non c'e piu, non esiste piu l'Avanguardia, e rimasta solo la guerra.

Ha fiducia nella parola?

Negli Stati Uniti si puÀo avere fiducia solo in Dio, come e scritto nel dollaro.

E in Italia?

Nel dollaro.

E cosa si puo dire del teatro contemporaneo?

Amo molto le pi e ce recitate dai ciechi e le opere per i sordi, come quella di Bob Wilson. Ecco perche la maggior parte dei pittori
minimalisti sono ciechi. Per questo il sesso attualmente e virtuale. Oggi c'e un mondo di pornografia mistica, parola che ha la stessa
radice di mistero.

E il suo celebre teatro come rito e cerimonia?

C'e sempre. L'ho osservato a Venezia, Bratislava, Tegucigalpa, Ventimiglia, in Marocco. Ho notato che le persone che vanno nelle
chiese o nelle sinagoghe o nelle pagode subiscono trasformazioni fisiche, perche vorrebbero diventare arcangeli. Si alzano verso il cielo,
diventano giraffe, perche vorrebbero parlare il linguaggio di Dio, ma qual e il linguaggio di Dio? Non si sa. Allora sollevano il collo e
fanno una cerimonia, immaginano la parola del Dio ineffabile, fanno una cerimonia, e questo diventa glossolalia. Non a caso in Italia la
banca piu importante e quella del Santo Spirito. La cerimonia dei soldi.

Tutto questo ha qualcosa a che fare con la New Age?

Ci vuole coraggio per far fornicare cosi due parole. Si sodomizzano: "nuova" e "eta". Salomone ha detto che non c'e mai niente di
nuovo sotto il sole. E da Socrate in poi tutti hanno detto che il tempo non esiste, e una moda.

Il suo amico Jodorowsky ha incontrato l'esoterismo, Arrabal ha trovato qualcosa di simile?

Le mie relazioni con Jodorowsky sono molto sottili, come la saliva. Sempre basate su un'enorme spiritualita. E quindi molto
pornografiche. Esoterismo? Deve essere qualcuno che viene dalla Patagonia, io non l'ho mai incontrato. Puo darsi che Jodorowsky ci
abbia fatto l'amore, ma io non sono geloso.

Spagnolo, religioso...

Perche mi offende?

Buñuel diceva che Arrabal e spagnolo come lui, grazie a Dio.

Era pagato per dirlo. Con chili di arance e limoni.

Cinema e Arrabal: avete ancora qualcosa da dirvi?

Ho fatto sette film. Perche sette e non otto? C'e un senso cabalistico in questa cifra. Ci sono film che bisognerebbe vedere con la
benda nera negli occhi. Non si devono vedere i film, ma le cifre, i significati. Borges ha parlato di questo: a Buenos Aires si registravano
diversi crimini, ma l'importante non era tanto capire i crimini, che accadono sempre, quanto capire la figura alchemica che componevano.

Corre ancora come un cavallo pazzo?

Il linguaggio del cavallo si puo correre nella follia, direi "pazzeria", che ci tocca tutti. Quando abbiamo visto ridere un cavallo abbiamo voglia di mettere la parte piu nobile della nostra anatomia nella sua bocca.

Un'arte rispondere alle domande?

Mai. E un'arte porre questioni. Che ho sperimentato quando ero in prigione. Mi ponevano domande in maniera splendida. Ecco perche
tutti i poliziotti che ho avuto attorno a me hanno avuto il dono miracoloso della trasformazione, come Tommaso o Cristo. I poliziotti che
mi hanno torturato erano fascisti, falangisti: miracolo, sono diventati democratici. E non torturano piu lo stesso uomo.

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