THEATRE:

 

TEATARO GIACOSA DI IVREA

incontri & spettacoli

L'architetto e l'imperatore d'Assiria

(prima rappresentazione in Italia)

Gabriella Dario, Francesca Netto

Regia di Vincenzo Amato

di Fernando Arrabal

Sabato 5 febbraio 2000, ore 21.30

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PER CONOSCERE ARRABAL
Incontro con l'autore e in scena
«L'Architetto e l'Imperatore»

Monica Sicca


NASCE negli Anni 60 ed è forse il vertice dell'opera teatrale di Fernando Arrabal, fondatore in quella stessa epoca del Teatro Panico insieme a Jodorowsky e a Topor. Vive una stagione di grande celebrità grazie alla messa in scena nel '65 del National Theatre di Londra diretto da Laurence Olivier, mentre personaggi pubblici come Bunuel simpatizzano apertamente con questo movimento di controcultura, ancora adesso snobbato dai manuali di teatro. Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza dalla sua nascita, L'Architetto e l'Impera-tore d'Assiria: intende sfidare il tempo e rinasce sulle scene ad opera di Vincenzo Amato e deI Mutamento Zona Castalia di Cultura Globale, in prima nazionale sabato 5 febbraio al Giacosa di Ivrea, econ repliche il 10febbraio al Matteotti di Moncalieri e il 16 e 16 febbraio all'Hiroshima, alle 21.
Lo spettacolo rientra nella sesta edizione di Spazio Osservate-rio 2000, dedicata appunto al Teatro Panico e a Jodorowsky, organizzata dal Mutamento con la collaborazione di Antonio Bertoli, specialista italiano del Panico Giunta alla seconda settimana di programmazione, questa manife-stazione è riuscita a portare tra la gente sia Jodorowsky che Arrabal in persona, quest'ultimo a collo quio con il pubblico il 5 febbraio alle 17,30 alla Libreria Cossavella di Ivrea, presentato da Giacomo Bottino e Gianluca Favetto (ingr. libero), mentre prosegue a Zona Castalia il 3 è il 4 la rassegna dei film di Arrabal (sempre a ingresso libero, dalle 16 alle 20,30.

Arrabal nasce nel '32 a Melilla, nel Marocco spagnolo. ed ha tre anni quando il padre, anarchico e sovversivo. viene arrestato. Non lo rivedrà più. Fernando stesso conoscerà la persecuzione, la prigione e l'esilio, trascorrendo anche un lungo peri-odo in sanatorio. Si trasferisce a Parigi ne! '55, e lì si trova a discutere «di tutto e di niente e anche di arte, di filosofia, delle nuove tendenzeo, come racconterà poi, con i due compagni altrettanto irriducibili e geniali, che adotteranno a breve il nome di "burlesque" in omaggio a Gongora, Dopo verrà il Panico, tra Surrealismo e Assurdo, nella Parigi di Sartre oe Camus. E dopo ancora verranno i film, «Viva la Muerete", «Andrò come un cavallo pazzo" e «l'albero di Guernica", opere violente ed estreme, espressione applicata dell'estetica panica, E verranno anche i romanzi, le poesie, i quadri, la pasione per la matematica, la sua abilità agli scacchi. Ma al centro sta sempre il teatro, che contiene in sè l'idea della Cerimonia Panica: "scrivo i miei lavori oteatrali come si ordina una cerimonia, con la precisione di un giocatore di scacchi. Nello stesso tempo de la preferenza a un panico effimero, dove il teatro si esprime per mezzo di un delirio che non ha rapporti con la tecnica», spiega. «L'Architetto» ne è un prova: qui la corruzione dell'Imperatore d'Assiria, che conosce le leggi della civiltà e ne subisce l'impotenza e il vuoto, si scontra con l'innocenza dell'Architetto che comanda alla forze della natura. Tutto avviene come in un gioco di bambini, ma in realtà Arrabal opera una vertiginosa e catartica discesa nei propri inferi che sulle scene sarà interpretata da Gabriella Dario e Francesca Netto, dirette da Vincenzo Amato. Da ricordare la mostra dei fumetti di Jodorowsky, aperta fino al 5 (1 6/20,30) à Zona Castalia (tel. 011/544545).