ECHEQUE:

 

CORRIERE MERCANTILE (CRONACA)

26 guigno 1999

 

Arrabal dà "matto"

Tra Paul Eluard e Jim Morrison

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Come sempre, un pubblico folto e partecipe ha seguite il recitai di Fernando Arrabal per "Genovantano ve" nel cortile di Palazzo Ducale, aiutato dall'attore Fabrizio Lo Presti e dal direttore artistico del festival Claudio Pozzani

 

Accompagnato nella declamazione dall'attor giovne Fabrizio Lo Pre-sii, imminente protagonista di "Proibito baciare" (il cui regista Nicola di Frencescantonio, in attesa di ultimare il montaggio, era tra il pubblico), Arrabal sì è confermato irresistibile en
tertainer di classe, sul modello del "miglior fabbro» dantesco evocato da Ezra Pound nell'esergon dei "Cantos": smerigliando le erre, temprando le consonanti> intrecciando in morbidi ìkebana le sibanti, tingendo le vocali di colori alla Mirò. Anzi, alla
Dall: visto l'areopago di maestri che il poeta è andato citando, nel corso della letture> e tra i quali il maestro del surrealismo iberico ha un posto predominante («Ma lo - ha precisato - da lui avrei voluto soprattutto imparare il suo inimitabile saperci fare con le donne»). Altre ombre fatte dì parole, di febbricitanti parole che restano, si rincorrevano nel porticato: da Federico Garcia Lorca a Jim Morrison, da Allen Ginsberg a Luis Buñuel, da Luigi Pirandello a Yukio Mishima> da Max Ernst a Lawrence Feriinghetti. Sempre con una sola massima come cardine poetico ed esistenziale:
«L'immaginazione - ha ribadito Arrabal - è l'arte di combinare ricordi». E quel che ti può far dire di una donna sfocata in lontananza: "Il mio sangue in elemosina le darei».
«Al tempo - ha concluso il poeta, prima del giusto scroscio d'applausi -chledo che mi dia il tempo di arrivare all'etemità». Davvero> señor Arrabal, un "matto' da manuale.